Il miracolo di Craco

Arrivare a Craco – il cosiddetto «paese fantasma», in provincia di Matera, abbandonato dopo una frana disastrosa, nel 1963, seguita da altri smottamenti – dà oggi la stessa emozione che devono aver provato i registi che l’hanno scelta come set per alcune delle scene più importanti dei loro film. E’ la meraviglia che provoca nelle migliaia di turisti (circa 12 mila solo nel 2015) che si spingono fin qui, forse credendo di vedere dei ruderi e che invece trovano un paese che non vuol morire, anzi quasi quasi scommette sul suo futuro. Per il cinema è stato «facile”: Francesco Rosi (1922-2015) girò a Craco alcune scene del suo «Cristo si è fermato a Eboli” e l’immagine del paese finì sul manifesto del film. Si può ancora vedere l’ampio scenario che si apre a valle del paese e il «larghetto» dove due confinati – colleghi di Carlo Levi (1902-1975), impersonato da un grande Gian Maria Volontè (1933-1994), si trovano, a turno, per pranzare, ma senza potersi incontrare – oltre all’immagine struggente dell’arrivo in paese dello stesso medico e scrittore torinese, che nella realtà fu confinato ad Aliano (Matera), oggi candidata a capitale italiana della cultura nel 2018. Colpisce subito la torre normanna, pare costruita intorno all’anno mille, che ha resistito solidissima (solo un fulmine, tempo fa, ha scheggiato un angolo): alta 20 metri, con mura enormi, domina una valle piena di calanchi. Ha folgorato anche Mel Gibson, che ha ambientato qui la scena finale di «The Passion» (2004), con il suicidio di Giuda. Infine, si può ritrovare Craco anche in «Basilicata coast to coast» (2010), di Rocco Papaleo. E’ stato girato a Craco anche un film horror americano, pare mai proiettato in Italia.

Il miracolo di Craco: 12mila turisti in un anno nel “paese fantasma” del Materano
Fonte: Il Quotidiano del Sud

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