Il mistero della Basilicata è dunque spiegato

La domanda allora è: come si spiegano questi dati? La Basilicata ha ancora il 94,8% di linee ferroviarie a binario unico, ma negli ultimi anni è successo di tutto. I Coppola sono tornati a Bernarda, loro paese di origine, per celebrare il matrimonio di Sofia, figlia di Francis. Matera è stata dichiarata capitale europea per il 2019. I bed&breakfast hanno tirato la volata ai grandi alberghi. Il petrolio, estratto in grande quantità (quasi due terzi della produzione nazionale), ha riavviato i motori della ripresa. La Fiat di Melfi, ora Fca, ha cominciato a sfornare Jeep e l’annesso campus,dove si sperimentano i prototipi, continua a sottrarre ingegneri al mercato delle ripetizioni scolastiche. Con una crescita delle esportazioni di autoveicoli del 307,9%, poi, nel 2015 l’industria automobilistica locale è balzata al primo posto per il contributo all’export nazionale.

Il mistero della Basilicata è dunque spiegato. Ma ora ognuno crede di aver trovato la conferma alle proprie tesi. I decrescitisti esaltano la funzione trainante delle produzioni locali. I culturalisti quella della cinematografia (ultimo film girato: il remake di Ben Hur). Gli industrialisti le magnifiche sorti dell’automotive. In realtà, la Basilicata è cresciuta tanto proprio perché non si è schiacciata su un’unica dimensione. Se avesse puntato solo sull’ aglianico del Vulture o sui fagioli di Sarconi non sarebbe andata così lontano.

Il miracolo della Basilicata, regione a molte dimensioni
Fonte: Corriere della Sera

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