Benvenuti a Casa Diva

Ogni volta che si entra in casa di qualcuno, soprattutto se estraneo, lo si fa sempre con molto imbarazzo e timidezza. Entrare in casa vuol dire entrare a far parte di una storia, prendere parte a una scena mentre lo spettacolo è avviato già da tempo. Casa vuol dire soprattutto anima, luogo dove tutto si concentra, si nasconde, si amplifica e si genera.

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Così, con lo stesso imbarazzo, sono entrato in quella che all’ingresso sembrava la tipica struttura ricettiva all’interno degli immortali sassi di Matera: Casa Diva. Ad accogliermi è Francesca Divella, che di questo luogo ne è responsabile e titolare. Due passi e sono dentro casa, altri tre e sono in una storia. La prima cosa che noto di Casa Diva è la parete sulla quale sono affisse delle stampe con volti e storie di materani.
Non i soliti nomi, dei materani che hanno reso grande la città, ma di cittadini che l’hanno abitata e che l’hanno caratterizzata proprio con la loro vita. Allora mi volto e, con la curiosità del primo uomo sbarcato sulla Luna, chiedo: perché la scelta di materani normali per raccontare la città?
Francesca sorride e mi dice: “Perché sono emblema della resilienza della comunità, una delle chiavi principali del percorso di candidatura della città a Capitale europea della Cultura, rivelatosi vincente. La storia di un luogo è quella che si stratifica con la quotidianità e a quest’ultima, appunto, concorrono tutti e non solo gli “eroi”.

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Ecco che subito cresce in me una sensazione, che piano piano diventerà certezza: Casa Diva ha un’anima vera e profonda. Ma per capirlo mi faccio guidare nelle varie stanze. Cura del dettaglio, combinazione di stili e di tempi, passati e presenti, armonici e immediatamente familiari. Girando per le stanze è possibile vivere nella storia e nella tradizione. Una ricerca dell’identità territoriale che risponde a un’esigenza molto chiara, che Francesca mi spiega così: “Matera ha delle vicende umane assolutamente uniche che, se non codificate, rischiano di andare perse. Casa Diva risponde a questo tentativo e lo fa provando una divulgazione diversa, più virale e attenzionale. Ma l’esigenza era anche quella di sperimentare un modello di accoglienza e ospitalità diverso, in grado di far sentire l’ospite “abitante temporaneo” di Matera e non semplice visitatore” .

Il nostro viaggio dentro Casa Diva continua. Ecco che ad un tratto mi ritrovo in una sala Cinema. Un omaggio alla cinematografia mondiale che a Matera ha visto snodarsi storie hollywoodiane e star internazionali, penso. Francesca mi spiega così questa scelta: “Nel quotidiano di Matera c’è anche la settima arte, non solo quella che l’ha resa fondale ma anche quella che coi suoi autori e le loro storie vivono sul territorio. Per questo nel pannello sui muri trovi i capolavori e i blockbuster ma anche i film minori. Quello spazio, poi, oltre a un luogo per la fruizione da parte degli ospiti, nasce anche come piccolo luogo per presentazione di corti, documentari…”.

Andiamo avanti, incamminandoci nelle altre stanze. Quello che noto subito è che nessuna è uguale all’altra. Qui ogni camera ha un nome ed un preciso arredamento.

C’è la “Casa dell’uva“, la “Festa”, la “Cupa Cupa“, la “Stanza di famiglia“, il “Monaco”, la “Stanza dell’Amore“, la “Stanza del sale” e poi, all’ultimo piano, la “Stanza dell’Artista” che riserva agli ospiti una vista mozzafiato sui sassi e sulla Gravina. Quanta bellezza in un solo luogo. Quanto studio nel realizzare Casa Diva, un luogo diverso nel cuore dei sassi. Oppure? Come si può raccontare, Francesca? “Non un luogo – mi dice – ma dei luoghi, l’uno diverso dall’altro, visto che ogni stanza racconta una storia. Per restare alle tue parole, quindi, Casa Diva è “diversi luoghi” nel cuore dei Sassi ma anche del centro storico di Matera, visto che è collocata praticamente sulla linea mediana che li separa...”

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La nostra visita è quasi terminata, fosse per me resterei ancora a lungo qui a farmi ispirare, ad ammirare, a raccogliere le vibrazioni che emana Casa Diva.

Un po’ per timore che tutto ciò mi vada via presto, perdendosi nelle curve del ritorno verso casa, un po’ per la troppa curiosità le chiedo un’ultima cosa: “Dimmi una cosa, Francesca: cosa succede quando si va via da qui?” E lei, sorridendomi: “Si va via contenti e affascinati, con il soggiorno a Casa Diva che diventa tutt’uno con l’esperienza data dalla città. E soprattutto si va via con la voglia di tornare, per vivere ancora Matera e scoprire le altre storie che ha in serbo Casa Diva”.

Vado via rivedendo le foto scattate con il telefono. Molte sono delle frasi scritte sui muri che raccontano la tradizione della città e la storia del suo popolo. In macchina con la prima parte Dimartino. Un paese ci vuole, canta. Il racconto del #luogoideale oggi si arricchisce di un posto unico, come solo una casa lo sa essere.
Casa Diva si trova in Vico Giumella 3, a Matera. Ha un sito internet , una pagina Facebook ed un racconto fotografico su Instagram

Sergio Ragone

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