Trovò un’ avventura dell’ anima

«Visconti andò alla ricerca di Rocco e dei suoi fratelli con rara passione, accanimento e tenacia – spiega la curatrice – Fu un viaggio preparatorio e rivelatore. Il film avrebbe dovuto avere un prologo in Basilicata, che però non venne mai realizzato. Il primo ciak fu a Milano il 22 febbraio del 1960 e tutto il resto fu girato lì. Il regista si era recato nel Materano, dove la sua famiglia possedeva un feudo, e dove la gente era dolce e disponibile, gli aveva raccontato Suso Cecchi D’ Amico, per attingere idee e fisionomie, modi e costumi, forme e natura di un mondo altro da sé. Visconti era molto rigoroso. Sapeva esattamente cosa cercare». Cercava le donne e i bambini. Gli occhi e le mani. La fatica e l’ orgoglio. Gli sguardi che raccontano la miseria e la speranza. Trovò un’ avventura dell’ anima che gli fece da traccia nella creazione di quel «possente melodramma» il primo film italiano sull’ immigrazione.  «L’ esperienza fatta – raccontava Luchino Visconti nel ‘ 63 – mi ha soprattutto insegnato che il peso dell’ essere umano, la sua presenza, è la sola “cosa” che veramente colmi il fotogramma, che l’ ambiente è da lui creato, dalla sua vivente presenza, e che dalle passioni che lo agitano questo acquisterà verità e rilievo. Il più umile gesto dell’ uomo, il suo passo, le sue esitazioni e i suoi impulsi da soli danno poesia e vibrazioni alle cose che li circondano e nelle quali si inquadrano. Ogni diversa soluzione mi sembrerà sempre un attentato alla realtà così come essa si svolge dinanzi ai nostri occhi: fatta dagli uomini e da essi modificata continuamente»

La Basilicata secondo Visconti, fonte: Repubblica

Annunci