Quando Trufelli mi parla di Carlo Levi

 Quando Trufelli mi parla di Carlo Levi provo le stesse sensazioni che provavo quando nonno Angelo mi parlava di mio padre o di suo padre. Ho una mente contorta e semplice allo stesso tempo. Ho rotto dentro di me vecchi schemi della mia terra, ma poi m’inchino sempre di fronte a questi padri. Sono diventato adulto e padre a mia volta, ma i padri mi mancano sempre. Mi piace l’odore dei padri, il loro tremore sicuro, la dolcezza nascosta nella durezza, le lacrime sempre lì lì per uscire. Spero che non ci sarà mai un’età della vita nella quale si possa fare a meno dei padri, finanche nell’estrema vecchiaia.

Andrea Di Consoli, Fonte: Tatami

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