Dove l’acciaio diventa genio creativo

Vi invito al viaggio in quel paese che vi somiglia tanto. Ringrazio Sergio Ragone (con cui spesso macino chilometri su strada) e i suoi amici di Cubox per avermi voluto storyteller di Restartsud questa esperienza di scoperta su quello che funziona e che e’ bello in Basilicata. Un viaggio dentro me stesso che mi ha ricordato quando da giovane ho attraversato il Madascar e la Repubblica Centrafricana. Come in “Ombre rosse” di John Ford contano molto i cocchieri,il regista e soprattutto i compagni di viaggio. Una giornalista progressista curiosa come Alice, una ragazza di Scilla che vive a Torino per saper scrivere, una storica innamorata della Basilicata come Laura Betti amava Pasolini, una manager rock con tatuato sul braccio “sangue brigante” ,un attore-attore che recita in ogni momento della sua vita.

Tre auto che si inseguono su tornanti dove i paesi si allontanano. Una tavolozza marrone inizio d’autunno per campi immensi che si perdono a vista d’occhio puntellati da comuni piccoli alveari. Un’illustrazione di Folon. Pale eoliche mosse dal vento di Levante verso Taccone e la terra di Puglia. Famiglie che vendono macchine agricole in tutto il mondo proponendo l’efficienza, la passione per pezzo, il bene del posto. Incontro un operaio che fa il corrispondente sportivo. Sono stato suo direttore. E poi su verso il Castello di Monteserico dove rivive il ricordo di Lyda Borrelli diva del muto, del conte Cini, di castellane antiche. Ci accoglie il sindaco, alcuni intellettuali del posto e si mangia come si usa al Sud demolendo barriere e convenzioni. Sembra il Deserto dei Tartari il panorama di una terra che più’ che turisti cerca viaggiatori. E poi via per la Bradanica, verso Matera entrando dall’olivettiana Martella. Posti dove citi i Beatles sulle strisce e nessuno protesta. E poi le rotative che ancora girano per prodotti da vendere in tutto il mondo. Ambienti sani, allegri ,orgogliosi. Narrazioni e politiche non sanno unire i tratti di questi puntini che ricordano il disegno misterioso della “Settimana enigmistica”. Via Ridola e il suo affaccio a Matera ti struggono mente e senno quando l’attraversi. La mostra sul Vangelo è meraviglia, è meraviglia parlar con il sindaco di Matera la madre, è meraviglia andare in Locanda con chiavi antiche e diffuse nei Sassi non più’ scandalo o vergogna ma straordinaria bellezza. E’ capitale questa città del Sud, antica come l’alba del mondo, con il locale notturno aperto dalla fertile mente di una donna sudafricana, l’albergo della sociologa americana , le scrittrici che vengono da ogni parte del pianeta per incontrarsi al festival di letteratura femminile. Dalle basole alla campagna a diradar verso il limes pugliese in altro opificio dove l’acciaio diventa genio creativo, ricerca, occupazione. E poi correre verso la Saurina con i calanchi a far sfondo a guardare quello che vide don Carlo e quelli che vennero dopo di lui. E scoprire il posto dei pistacchi. Non si erano mai coltivati prima. Passo’ il rettore di Atene, agronomo a consigliare.

Ci si provo’. E’ riuscita. Una famiglia lucana da storia antica dell’evo moderno. Sulla loro magione sta riprodotto “Il quarto stato” a ricordo del 3 aprile 1879 quando contadini e agricoltori sostarono un giorno e una notte davanti casa di un pavido senatore del Regno “celebrando in anticipo sui tempi, un piccolo ma significativo gesto di lotta di classe”. Pistacchi, grano e colture. Agricoltura moderna e pensata. La zappa nel computer. Pannelli fotovoltaici posti a guardia di panorami splendidi. Il pranzo in giardino è una delizia anche per i racconti dell’anziana signora che racconta le generazioni. Arriviamo a Bernalda a pochi passi dal Palazzo di Francis Ford Coppola e in un cinema del 1910 si assiepano coloro che si accapigliano e combattono per vivere di cinema della modernità. Non solo parole. Un gruppo imprenditoriale che con la tecnologia guarda il mondo ha chiamato il mago degli effetti speciali di “Matrix” per postprodurre nelle nostre contrade. Un sogno lungo è già realtà. Il giovane Davide che sfida Golia. Facci sognare. E io che sono disertore mi perdo il falò’ dei Ginepri e la tenuta Visconti, devo andare  per “lavoro” a vedere il set americano dove girano la strage degli innocenti ai Sassi e quei giovani turchi che scrutano la pancia del ponte Musmeci a Potenza. Ma ritorno dai miei compagni dall’ottica artigiana che ha allestito una casa di bambola con perizia da maestra.  A Potenza si puo’ essere internazionali. Del finale allo Stabile a mi emoziona Marco D’Amore, Ciro gomorrista della società dello spettacolo, recita Rasoi perla di teatro napoletano. Vi invito al viaggio in quel paese che vi somiglia tanto.

Paride Leporace parlando di #ReStartSud

Foto scattata presso l’azienda Cicoria nella zona industriale di Palazzo San Gervasio

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